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14 maggio 2009 / lucioulian

l’altro…

 
 
 
  
  
 
 
 
     

               Nell’aprile del duemila scrivevo questo intervento, se ben ricordo, era stato pubblicato dal settimanale "Voce Isontina" , ripropongo la prima parte, l’avevo già pubblicata, sempre il 14 maggio dell’anno scorso con il titolo "Martino":

 

 

         Ogni mese centinaia di persone, provenienti da diverse parti del mondo, passano clandestinamente il confine di stato con la Slovenia ed entrano nella nostra provincia.

       I motivi che le spingono ad abbandonare le loro terre ed i loro affetti sono vari: la fame, le guerre, le persecuzioni; in genere è  la ricerca di un avvenire migliore e più sicuro per se stessi e per i loro cari.

Si portano appresso un bagaglio colmo di speranze e di paure; sono persone nate e vissute in paesi diversi dal nostro hanno una cultura e dei modi di vita diversi.

         Per costoro la nostra provincia è quasi sempre solo un luogo di passaggio, una tappa del loro interminabile viaggio verso un futuro incerto.

         E’ ormai certo che questa migrazione, che se lo si voglia o meno, non sia  un fenomeno sporadico ma destinato a durare negli anni .

         Questo comporterà per noi e per i territori in cui viviamo, dei cambiamenti sociali e culturali che se non guidati e tenuti sotto controllo potranno innescare delle tensioni, con conseguenti problemi per la sicurezza pubblica (siano essi reali che indotti).

         I problemi reali, sono quelli che derivano direttamente dal fenomeno, giacché migrazioni di questo genere si portano sempre appresso una certa percentuale di potenziali criminali.

         Mentre quelli  indotti, sono derivati da come noi ci poniamo di fronte al fenomeno. Più precisamente, in un’epoca di forti trasformazioni in cui l’ordito, rappresentato dai valori fondanti e fondamentali che tiene insieme la nostra società, si fa più flebile, allora inizia il regno dell’incertezza. Ci si chiude in sé stessi e “l’Altro” non è più lo specchio di noi, ma diviene "altro da noi", diventa: il diverso, il pericolo, il nemico. Allora hanno buon gioco i mestatori di turno, siano essi in buona o in cattiva fede, nel creare il capro espiatorio,  la causa di tutti i nostri mali e delle nostre incertezze; questi trasformano parti di verità in verità assolute, ad esempio quando un immigrato ruba un borsellino essi dimostrano che tutti gli immigrati sono ladri.

         Il nemico, quindi, va eliminato ed il novello Martino con la spada non dividerà più il suo mantello, simbolo di regalità, ricchezza e protezione, con il viandante ma dividerà il viandante…

 

 

  

 

 

  

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2 commenti

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  1. Unknown / Mag 14 2009 14:18

    Il punto da cui partire è appunto quello di analizzare le motivazioni perchè questo fiume di persone umane si riversa in altri territori.I motivi giustamente spiegati, sono essenzialmente due, e cioè fuggie da guerre e persecuzioni o dalla fame.Motivi che farebbero fuggire chiunque, ricordiamoci l\’immigrazione di ns. connazionali verso l\’Eldorado dell\’America, anche i ns. furono tacciati a torto o a ragione di esportare solo atteggiamenti mafiosi.Ritornando alla questione, credo che in maniera globale dovremmo impegnarci in maniera larga e condivisa per destabilizzare (sempre cercando metodi democratici), governi autoritari e dispotici, e cercare di far sviluppare l\’economia nel luogo di provenienza di questi sventurati.Perchè, credo nel mio piccolo raggio d\’azione che la salvezza dell\’intera umanità passi per un riequilibrio di forza e potere economico.Questo riequilibrio deve avvenire, nei posti da dove partono questi disperati.Fermo restando, che il resto delle popolazioni, devono essere propense all\’accoglienza di persone le quali, decidono in maniera libera di trasmigrare, e, non dovuta a motivi sopra citati.Solo così potrà essere accettata una cultura diversa, un\’etnia diversa, una religione diversa. Come uno scambio alla pari fra individui, che alla base del loro rapporto abbiano il rispetto reciproco, e, non un interesse che porterà semplicemente verso una società ipocritamente multietnica.Saluti Francesco

  2. Lucio / Mag 14 2009 23:45

    Hai toccato una questione che, accanto a quella della sovrappopolazione, ritengo importante. La redistribuzione delle risorse. Si potrà mai parlare di "economia etica"? Ho la convinzione che la pulsione per il possesso che è presente in ciascuno di noi sarà, ed è, fonte di grandi guai. Molto tempo fa discutevo con un caro amico, una persona democratica e solidale, ad un certo punto gli porsi una domanda retorica: " hai una bella autovettura, mangi bene ogni giorno, hai una casa, d\’inverno non ti manca il riscaldamento, hai molti vestiti, un arredamento stupendo, dotazioni elettroniche, televisione, lettori, p.c. , impianti audio, vai in vacanza, e così via. Se fosse possibile ti priveresti di 5 euro ogni giorno, ogni giorno dell\’anno, cinque euro di reddito reale, non so rinunciando a qualche dvd, a qualche cena, e come te tutti noi abitanti dei paesi ricchi, se questi euro servissero a dare una vita, che si chiami tale, a tutte le persone che ora nel mondo vivono come topi?" Questo amico mi rispose "Ma che c\’entro io, che i soldi li diano i ricchi!!!"…….C\’è ancora molto da fare……. ti ringrazio per il contributo. Saluti Lucio

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