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19 maggio 2009 / lucioulian

Anonomo. Anarchico. Inventore di mestieri…

 
 
 
  
 
 

       Propongo un passo della storia, raccontata da Alejandro Jodorowsky nel libro (ISBN 978-88-07-81468-6)

 

     “Quando Teresa si arrabbiò con Dio”

 

     “Faccia di Scimmia”, uno dei personaggi della storia, porta Alessandro e Teresa, dopo un grande terremoto, dall’”Anonimo. Anarchico. Inventore di mestieri…” Accompagnandoli dice: “……Dato che è istruito e conosce più di trenta lingue, me ne ha insegnata qualcuna, e ha fatto di me un interprete. Soldi, amore, cibo, vizio, che altro c’è da sapere? Noi suoi discepoli abbiamo fondato la Società dei Fratelli, secondo la quale la libertà non è ribellione, ma piuttosto la pratica di una fantasia senza limiti all’interno delle restrizioni imposte dal potere……” .

Più tardi “L’Anarchico” parla ad Alessandro e Teresa che “con i cappelli ritti e i piedi gelati, ascoltavano quel personaggio stravagante, perduto in un quartiere miserabile dei Santiago del Cile, l’ultimo recesso del mondo……….Noi non siamo di quegli anarchici che si ribellano contro Dio, la Scienza e lo stato. Nulla di tutto questo. Siffatta lotta procura al povero solo un diluvio di legnate e pallottole…Lo stato, e attraverso di esso il capitale, qualunque forma assuma, ha già vinto la battaglia per due o tre secoli. Nulla potrà cambiare il corso dell’ Era Industriale. I vermi hanno cominciato a mangiarsi il formaggio e nessuno potrà fermarli. La produzione non cesserà fino alla completa rovina del pianeta. Pochi sopravviveranno. In un futuro prossimo i poveri avranno forse vestiti migliori, case e cibo, ma saranno sempre poveri, vale a dire sempre indebitati col potere, e se avranno smesso di pagare col sangue e coi polmoni, daranno comunque in cambio il loro riso e anche la loro intelligenza. Il povero diventerà un idiota benestante e serio. Conclusione evidente? L’importante è sopravvivere! Che il crollo della società non distrugga anche noi….Ma sedetevi, vi spiegherò meglio…”

Poi continua…” Chiunque abbia un mestiere conosciuto, calzolaio, panettiere, minatore, pittore, orologiaio, medico, ingegnere, eccetera, è una preda dello stato, che lo sfrutta fino a succhiargli il midollo. Fare un mestiere normale significa perdere la libertà. Bisogna fare mestieri sconosciuti, che non abbiano a che vedere con la vita materiale, ma che producano stati di coscienza. Dobbiamo creare nuovi bisogni ai ricchi. Per fare questo non ci serve altra materia prima che la fantasia. Il maiale è abile ma stupido. Della stupidità potremo vivere finché non  giungerà all’autodistruzione….”.

 

 

  

 

 

 

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