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19 luglio 2009 / lucioulian

capitale sociale

 
 
 
  
 
 
        Propongo alcuni brani dell’editoriale dell’ultimo
 
        numero di Italianieuropei (n°3 2009), scritto da
 
        Alfredo Reichlin. Da leggere tutto il testo, esprime
 
       idee che condivido, è un messaggio forte e serio
 
        per il futuro del riformismo, per un futuro migliore.
 
 

    “….La grande questione è che se il partito politico si trasforma in un assemblaggio di cordate che fanno capo a correnti le quali non rappresentano idee ma alleanze volte a occupare le cariche elettive, se non c’è una forza organizzata che elabora attraverso i suoi rapporti con le masse un vero confronto di idee, una visione, un progetto collettivo e un’idea di società, allora non può esistere un grande spazio per la rappresentanza politica delle classi subalterne. Se l’orizzonte è quello del liberismo,  se la questione della giustizia sociale si riduce alle pari opportunità, il risultato è che la società diventa “castale” e il partito cessa di essere popolare. E ciò per la ragione che le classi subalterne resteranno tali per sempre perché di per sé (per ragioni di nascita, di famiglia, di cultura, di localizzazione) esse non possono godere di pari opportunità.

La rappresentanza politica cambia, finisce per essere affidata solo ai notabili e al ceto politico. E se il lavoro cessa di affermarsi come valore, come identità della persona e condizione della sua creatività, come fondamento del rapporto sociale e presupposto della democrazia, la democrazia cessa si svuota e vince il populismo. La democrazia non appassiona più le masse profonde perché cessa di essere lo strumento che consente il cammino verso la giustizia e l’uguaglianza. Meglio allora le premesse della destra……………………”

“………Come si fa allora un partito nuovo? Riteniamo si debba partire dalla convinzione che la forza e la potenzialità egemonica di una nuova sinistra post socialdemocratica. La ragione per cui essa può cessare di essere il riflesso di una vecchia società e davvero “occupare il centro” consista nel fatto che nello sviluppo economico (ma non solo) del mondo moderno comincia a emergere l’idea che mettere le persone in condizione di esprimere le loro capacità, di lavorare e di riprodursi, di dare un senso alla convivenza e ai legami sociali, cessa di presentarsi come un costo impossibile per divenire, al contrario, la condizione necessaria affinché lo sviluppo del mondo globale sia sostenibile. Il futuro di un grande partito riformista (post socialdemocratico) non dipende dal suo ripiegamento a forza gestionale, moderata, ma dalla capacità di costruire il suo fondamentale programma riformista intorno al nesso tra società, produzione e capitale umano…….”

 

“….Stiamo parlando di capitale sociale e stiamo parlando di democrazia. La destra ha vinto le elezioni, ma la destra non ha futuro.”

 
 
  
 
 
 
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