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11 agosto 2009 / lucioulian

sopruso

 
 
 
  
 
      
 
 
       Su "l’Unità" del 10 agosto viene raccontato un effetto della legge del sopruso,
 
        più sotto una poesia di Mohamed Akalay:
 
 
 
 
 

Denunciato per il «pacchetto sicurezza»

di ce.bu.

Premiare i cittadini onesti. Questo dovrebbe essere uno dei capisaldi di una società giusta. E, infatti, un giovane bengalese che ieri sera ha fatto arrestare tre rapinatori a Torino avrà un premio: una denuncia. È uno dei primi risultati del cosiddetto “pacchetto sicurezza” varato dal governo e sponsorizzato dalla Lega.

 

È successo tutto ieri notte. Lo hanno circondato mentre camminava in strada, nel cuore della notte estiva di Torino. Uno spintone, una bottiglia di vetro puntata alla gola, e il giovane asiatico è stato costretto a consegnare al branco il portafogli. Ma poi ha chiamato la polizia e ha fatto arrestare i suoi rapinatori. Un gesto di onestà che, per le nuove norme sulla sicurezza, gli è costato caro: privo di permesso di soggiorno, è stato denunciato per il nuovo reato di clandestinità.

 

L’articolo 10 bis che il ddl sulla sicurezza ha aggiunto alla legge Bossi-Fini, quella che appunto stabilisce le regole sull’immigrazione, non ammette eccezioni. E così dopo essere stato derubato in corso Vigevano, nel popolare quartiere di Barriera Milano, il giovane asiatico – originario del Bangladesh – è stato colpito da una denuncia perchè irregolare.

 

La soddisfazione di aver fatto arrestare i suoi rapinatori – Ionel Viorel Ardelanu, 18 anni appena, Adrian Pedru Lupu e Iulian Constantin Nastasa, entrambi di 20 anni – deve essere durata pochi minuti. Così come quella di vedersi restituito il portafogli. I pochi spiccioli che aveva dentro non gli basteranno certo a pagare l’ammenda – da 5 a 10mila euro – prevista per il nuovo reato.

 

 

10 agosto 2009

 

 

 

 

 

 

ed ecco la poesia:

 

 

 

nel tanfo d’esilio

Mohamed Akalay

Nel tanfo d’esilio
Lentamente m’abbandono
Straziato perdo la memoria della dignità
Nelle terre matrigne
Dure e taglienti i venti sanno d’aspidi
Secche le primavere
Senza usignolo né rondine
A sud come a nord

 
 
  
 
 
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