Skip to content
12 novembre 2009 / lucioulian

spazio pubblico

 
 
 
  
 
 
       Pubblico un intervento di Daniele Ungaro.
 
      Il ragionamento  parte dalla discussione sulla
 
      sentenza della Corte dei Diritti dell’Uomo sulla vicenda
 
      del crocifisso, per giungere a una nuova prospettiva di
 
      spazio pubblico democratico. Si tratta di una riflessione
 
      affascinante  che condivido, ringrazio Daniele per
 
      questo prezioso contributo, che estendo a tutti:
 
 

I due tipi di spazio pubblico democratico

 

La sentenza della Corte dei Diritti dell’Uomo sulla vicenda del crocifisso – al di là di varie considerazioni di contorno – pone in rilievo una questione essenziale: il rapporto tra spazio pubblico  e regimi democratici. Per intenderci, spazio pubblico indica quel contenitore – costituito prevalentemente dalle agenzie di socializzazione distinte dalla famiglia e dai media della comunicazione di massa –  all’interno del quale vengono espresse (per appunto pubblicamente) opinioni. Le opinioni sono argomenti espressi senza una pretesa di verità fondata su dogmi religiosi, ideologici, o enunciati scientifici dimostrati e comunemente accettati, quindi si tratta di “sentenze” provvisorie, mutevoli e continuamente vagliabili dall’esperienza anche quotidiana (a differenza degli enunciati scientifici il cui mutamento esige esperienze maggiormente consolidate). In sintesi, esistono due concezioni pure di spazio pubblico compatibile con la democrazia. Lo spazio pubblico neutro e lo spazio pubblico di tutti. Inizio dal primo. Lo spazio pubblico neutro rappresenta il modello francese. Lo stato è laico in maniera fondamentale, per cui lo spazio pubblico è accessibile su un piano eguale da parte di tutti solo spogliandosi dalle proprie appartenenze culturali distinte dalla cittadinanza politica repubblicana. Quindi, per esempio, l’unica icona rappresentabile in una scuola pubblica è la foto del Presidente della Repubblica, è addirittura nello spazio pubblico, sia una scuola o una biblioteca, l’espressione manifesta di simboli di apprtenenza religiosa-etnico-culturale – dalla catenina con la croce al velo islamico – viene proibita.

La sentenza della Corte dei Diritti dell’Uomo rimanda implicitamente a questa concezione dello spazio pubblico.

Esiste però un’altra concezione dello spazio pubblico compatibile con la democrazia. Si tratta di quella per cui lo spazio pubblico non è neutro, ma di tutti. In questo secondo caso, tutti i simboli espressione delle identità culturali presenti nello spazio pubblico possono venire liberamente espressi. In sintesi, in questo caso il problema non è togliere, ma aggiungere. Inoltre, in tutti i casi dove è possibile, la decisione su che cosa fare viene presa a livello locale, non centrale. Quindi in prospettiva potremo avere delle aule scolastiche con la sola esposizione della foto del Presidente della Repubblica, ma anche altre con esposizione di crocifissi, mandala tibetani, sure del Corano, versetti della Torah, totem, quant’altro.

Il problema è chi decide su quale dei due modelli – entrambi compatibili con la democrazia – possa venire assunto (o quale mix tra i due possa essere scelto). Lo può fare una sia pure autorevole sentenza? Lo può fare una sia pure legittima richiesta di una famiglia? Un normale principio democratico ci dice che quando bisogna scegliere, almeno in parte, anche per gli altri, esiste il libero e pubblico dibattito democratico e alla fine di questo, il voto. Questo è l’aspetto dirimente della questione. Un legittima pretesa di diritto espressa da un singolo può essere tutelata solo quando non toglie nulla agli altri. O se tale singola pretesa viene rappresentata dalla maggioranza presente nello spazio pubblico. Per capirci, il diritto di non frequentare l’ore di religione cattolica è sacrosanto fosse anche richiesto da un’unica famiglia in Italia, ma il diritto di togliere a tutti qualcosa che c’è può essere espresso solo da una maggioranza dopo un libero e pubblico dibattito. Da questo punto di vista, quindi, il secondo modello di spazio pubblico – per comodità possiamo chiamarlo postmoderno a differenza del primo, classicamente moderno –  ha un vantaggio; a livello locale, aggiungere invece di togliere, può essere richiesto anche da minuscole minoranze, senza danneggiare nessuno (ovviamente se qualcuno si sente danneggiato dall’aggiunta ulteriore di simboli identitari opta per una concezione non democratica dello spazio pubblico e se ne assume la responsabilità).

Nell’attuale panorama politico italiano queste due concezioni dello spazio pubblico iniziano faticosamente a delinearsi in maniera trasversale. Non c’è dubbio che nel centro-destra si stia costituendo sulla scia di Fini una concezione neutra e repubblicana dello spazio pubblico, contro istanze residuali identitarie e confessionali; mentre anche se in maniera meno nitida nel centro-sinistra una visione postmoderna sembrerebbe iniziare a formarsi. Il problema – nella nostra povera patria, citando Battiato – è che la sentenza della Corte sul crocifisso è appunto una sentenza, che ha scatenato nelle parti regressive di entrambi gli schieramenti quei riflessi nevrotici che Freud definiva  coazione a ripetere (quello di cui non sei consapevole sei costretto a ripeterlo all’infinito). Per le parti regressive del centro-destra, la sentenza è la solita aggressione del complotto giuridico internazionale contro l’Italia, la sua maggioranza politica ed il suo governo. Per quelle del centro-sinistra, è il Corano nella lettura fondamentalista, ciò che Dio ha dettato e l’uomo non può modificare. Ma la composizione dello spazio pubblico democratico non può essere scelto né dalle autorità religiose né dalle sentenze di qualsiasi corte.

 

 
      
        
 
      
 
 
  
 
 
 
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: