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19 gennaio 2011 / lucioulian

…l’altro….

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“……ci sono valide ragioni perché le cose stiano così,

e se voi vedeste con i miei occhi e sapeste le cose che so

io, probabilmente capireste di più”……………….

Qui siamo in Transilvania, e la Transilavania non è

l’Inghiltterra. I nostri modi di vivere non sono i vostri,

e molte cose qui vi sembreranno strane…………..”

 

-da “Dracula” di Bram Stoker -nel diario di Jonathan Harker-Il Conte parla a Jonathan.

 

 

Jonathan Harcher, da buon impiegato dell’Inghilterra di fin de siécle, nell’incontro con l’altro, in quel momento si era curato principalmente degli aspetti verbali-razionali della comunicazione.

Ma, non stava riconoscendo cosa l’altro stava provando, confondeva quelle poche, ancorché profonde, parole con l’essenza di quell’incontro.

Forse era già troppo tardi, ma il non aver capito subito fu fonte di molti guai, per lui, e motivo della nascita di uno stupendo capolavoro, per noi.

Per capire l’altro è necessario cogliere la comunicazione nella sua globalità, nei suoi aspetti sia logici che simbolici, verbali che non-verbali.

E’ necessario entrare nell’altro e vedere il mondo con i suoi occhi, pur mantenendo la consapevolezza della nostra identità.

E’ opportuno porsi alcune domande: “Cosa vedrei nella sua situazione, con la sua storia, la sua cultura, i valori in cui crede, i suoi interessi ?”.

Dracula, ricco della sua cultura, che si perde nei secoli, con la sua prima frase suggerisce che le cose sono diverse se viste con gli occhi di un altro sé (se voi vedeste con i miei occhi), viste da una persona con un’altra storia, un altro vissuto (e sapeste le cose che so io).

Successivamente: “ Qui siamo in Transilvania, e la Transilavania non è l’Inghiltterra. I nostri modi di vivere non sono i vostri, e molte cose qui vi sembreranno strane..”, il Conte pone l’accento sulla differenza dei due modelli sociali che si incontrano (la cultura inglese rispetto quella dei Carpazi), e fa vedere tutta la sua “umanità” dimostrando di comprendere la difficoltà dell’altro ad accettare un mondo diverso da quello che conosce ..” molte cose qui vi sembreranno strane”.

Ma il conte Dracula era un diverso, un “non uomo” o a noi piace crederlo così.

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